Devil May Cry compie 25 anni: la storia dello Stylish Action
Devil May Cry Compie 25 Anni: La Nascita dello Stylish Action

⚡ IN BREVE
- L'iconico Devil May Cry festeggia ufficialmente un quarto di secolo dalla sua uscita originaria nell'agosto 2001.
- Capcom Europe ha celebrato il traguardo con un messaggio ufficiale rivolto a tutti i fan storici.
- Nato da un prototipo di Resident Evil 4, il gioco ha inventato di sana pianta il genere dello "Stylish Action".
Sono passati esattamente venticinque anni da quando un cacciatore di demoni con un lungo cappotto rosso, una spavalderia fuori dal comune e uno spadone gigantesco ha fatto irruzione sulle nostre console, disintegrando per sempre le regole dei giochi d'azione. Era il 23 agosto del 2001 quando Devil May Cry sbarcava sul mercato, portando la firma indelebile di Hideki Kamiya e trasformando un "errore di percorso" di Capcom in un capolavoro senza tempo.
A proposito, qui trovate l'articolo dedicato agli anniversari del 2026.
DA PROTOTIPO SCARTATO A RIVOLUZIONE
La leggenda narra di come lo sviluppo fosse originariamente partito per dare vita al nuovo Resident Evil 4. Tuttavia, il combat system troppo dinamico e la deriva soprannaturale convinsero i vertici Capcom a farne un'IP a sé stante. Da questa scissione nacque non solo Dante, ma un intero filone videoludico: lo Stylish Action.
- • Giocare per lo Spettacolo - Non bastava più semplicemente sopravvivere e abbattere il boss; bisognava farlo con classe.
- • Lo Style Meter - L'introduzione del rank a fine scontro (da "Dull" a "Smokin' Sexy Style") ha rivoluzionato il senso di progressione e sfida.
- • Il Juggling - Sospendere i nemici a mezz'aria a suon di proiettili sparati con Ebony & Ivory ha dettato legge per tutte le produzioni action a venire.
L'Omaggio di Capcom
Per celebrare questo incredibile quarto di secolo, la divisione Capcom Europe ha voluto ringraziare la sterminata community di fan con un post celebrativo su X. Un gesto che ricorda quanto l'eredità di Dante sia ancora fortissima oggi, non solo nei cuori degli appassionati, ma nell'intera industria, che continua a trarre linfa vitale dalle intuizioni avute dal team nipponico ben venticinque anni fa.
IL MIO COMMENTO
Guardare a Devil May Cry (che rimane tra i miei giochi preferiti) con gli occhi di oggi, specialmente per chi bazzica nel mondo del game design, è come aprire un antico testo sacro dell'architettura videoludica. Il modo in cui Kamiya è riuscito a bilanciare il ritmo frenetico, l'input reading del giocatore e quel senso di onnipotenza gratificante è qualcosa di magico. Il combat system di DMC non è invecchiato di un giorno: ha insegnato a tutti che l'azione non è solo "premere tasti a caso", ma una complessa coreografia dove le meccaniche di gioco si fondono con lo stile puro. Auguri Dante, e lunga vita allo Stylish Action.

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